Lyrics
Il Buio nella Mente
Confessioni di una Mente Autolesionista
Gocce d’incertezza
Istantanea di un’illusione
Brezza Marina
Inchiostro
Notturno n.1
In Compagnia dei Lupi
Il Lago Deserto
La Ballata del Marinaio Cieco
La Caduta di Lucifero
All’Inutile Me Stesso
La Danza Lenta
Risveglio
Foglie nel Deserto
Mentre i Corvi Volano
Una lettera mai spedita
Sangue del mio Inferno
La Luce del Buio
Cielogrigio
Morte a Rendere
Il Tramonto dei Morti Viventi
Il Gabbiano J.L.
Il Violinista
Il Bevitore
Una Strada
Ma il Cielo non è più Blu
Illusione di Settembre
Le stagioni del mio cuore
Scambio d’Identità
La litania dell’Egoista
(Soprav)Vivrai
Il Buio nella Mente
Dentro la mia mente qualcosa si spegne:
è l’insostenibile peso della ragione,
intrappolato in una ragnatela
tessuta da ricordi, frammenti di memoria.
Ma adesso tiro un filo,
si spezza un ricordo
ricucendolo vengono fuori pezzi nuovi.
Dimostrando la volubilità
della nostra volontà
torna su
Confessioni di una Mente Autolesionista
Ho lasciato scorrere
le immagini della mia vita
come se non mi appartenessero
e ora mi ritrovo a rimpiangere
momenti che non sono mai accaduti.
Ho ricucito gli strappi, rinnegato ferite
di una coscienza ormai logora.
I fantasmi del passato ritornano,
incuranti del male che provocano,
riportando alla luce ferite e false verità.
…e si innesca così un fragile spirito
di autodistruzione…
torna su
Istantanea di un’illusionee
Mentre il sole sprofonda nella terra
il soffice respiro del vento
ridà vita alla fiamma morente.
Un soffio e potresti cadere via nella notte.
La fragilità di un attimo
è la forza della tua essenza.
torna su
Gocce d’Incertezzaa
piove,
nel grigio delle nostre vite
e nel buio dei nostri incubi..
tra preghiere inespresse
e il timore di perdere
i pochi istanti
che salveranno il futuro
da un inevitabile addio.
cadono gocce indecise
sui palloni sgonfi dei bambini,
cadono gocce indecise
sui rottami delle nostre adolescenze
mentre ci fottiamo come cani randagi
eiaculando versi su un foglio vergine,
ma con una calligrafia che non riconosciamo nostra:
la nascita di una nuova forma di vita
in un cimitero di desideri innocui.
afferra la mano di questo giorno appassito
e lasciati condurre nel dolce oblio
che precede il limbo dell’inutilità.
lascia andare la mano di chi
ha cercato, per un attimo, svegliarti.
il sonno della mente è la verità che cercavi,
il nulla è tutto ciò di cui hai bisogno.
torna su
Brezza Marina
Dal mare
proveniva
una dolce brezza.
Le onde,
lentamente,
risuonavano nell’aria.
Poi,
dietro di me,
un suono di passi:
arrivasti tu, leggera.
Ho respirato a pieni polmoni
fino a svenire,
lasciando che le onde
mi trasportassero
verso te.
torna su
Inchiostro
Mi allungavi la tua mano ma io non capivo
il vento ti accarezzava i capelli
e i tuoi occhi tristi fissavano i miei
ma non era un rimprovero, solo l’ennesima sconfitta per te.
Poi ti sei voltata e mentre fissavi l’orizzonte
qualcuno lasciava cadere un grigio plumbeo nel cielo.
Mi avvicinai poggiando la mia testa sulle tue spalle.
Ad un tratto lo sconfitto ero io
perchè non ero riuscito a capirti.
Pioveva, ma restammo lì fin quando il cielo divenne nero
e io finì le mie lacrime.
Mi accarezzasti e fu notte anche dentro di me,
scivolasti via e non ti vidi più,
una luce spenta per sempre.
torna su
Notturno n.1
Profonda fu la notte che inghiottì le nostre vite
in un lungo abbraccio andammo via
lasciando indietro i nostri corpi come rose appassite.
Nel mare, nelle onde e su verso il cielo
danzammo lungo il calore delle stelle
per poi rifugiarci nel nostro “per sempre”
quando invece l’unica cosa che è rimasta è un “addio”.
E io vorrei conoscere ogni battito del tuo cuore
sentire ogni tuo respiro sulla mia pelle
ma quello che mi resta è solo un foglio bianco
su cui strascinare parole interrotte, distanze incolmabili.
Può il mare riuscire a contenerle?
Può il vuoto inghiottire i nostri ricordi?
Non avrei il coraggio di rispondere, anche se la risposta la so già…
Cammino lungo i bordi di questo fiume
l’alba si avvicina, ma dentro di me
è ancora notte, quella notte in cui
una parte di me morì, andando in paradiso,
mentre l’altra è sopravvissuta e vive il suo inferno.
torna su
In Compagnia dei Lupi
I tuoi sogni rimandano a posti nascosti
dagli occhi indiscreti della gente.
I tuoi occhi rimandano a momenti nascosti
dagli occhi indecenti del Dio.
La tua vita ricorda i sogni nascosti
nell’anima del perdente.
…ma tu sei qui, innocente…
…ma tu sei qui, impotente…
I suoi sogni rimandano a vite
già vissute dalla gente.
I suoi occhi rimandano a momenti
scomparsi ormai dalla tua mente.
La mia vita ricorda
l’esempio perfetto di un morto vivente.
…ma lui è qui, indecente…
…ma lui è qui, ingombrante…
Il Lupo sta …
Il Lupo rimane …
Il Lupo uccide la tua anima …nuovamente
Il Lupo sta…
Il Lupo rimane..
Il Lupo uccide te… nuovamente
…ma tu eri li innocente….ed io ero qui impotente…
torna su
Il Lago Deserto
Il lago deserto riflette la luce svampita della Luna
la sua luce ormai si è spenta ma lei non rinuncia ad orbitare.
Il lago deserto è pronto ad accogliere la tua immagine
e si smaschera per assorbire la tua entità.
Il lago ti inghiottirà e tu non potrai più respirare
Il lago sarà la tua nuova prigione.
Il lago deserto riflette la luce sgualcita della donna
il suo corpo ormai è morto ma lei non rinuncia a respirare.
Il lago deserto rinuncia a mostrare altre immagini
e si maschera dietro una coltre di nebbia.
Il lago ormai ti ha inghiottito e tu non puoi più respirare.
Il lago è la tua nuova prigione.
torna su
La Ballata del Marinaio Cieco
Questo dolce cullare nel buio
lo chiamano “mare”
Nell’oscurità dei miei occhi non ne ho
mai visto il colore
Eppure mi basta l’odore del sale
per poterlo chiamare casa
In quella che chiamano notte
lentamente io mi muovo
Pescatore, buffone o un demonio
per loro io sono…
“La verità sta nel mezzo” Diceva quel saggio
e quindi io, sono solo un uomo
a cui Dio non ha dato la vista ma gli ha donato
il senso della vita
Che mi permette ogni notte di poter
scampare alla morte
Per poi poter alla riva ritornare
Fumando la mia pipa Un bastone tra le dita
riposare
In attesa del giorno in cui
mi pescherà la morte
E allora i miei occhi torneranno,
per un attimo, a vedere
Il colore del mio mare
Il colore del mio amore
Il colore del mio mare
Il colore del mio dolore
Questo dolce cullare nel buio
la chiamano morte
Nell’oscurità dei miei occhi
tra poco riuscirò a vederne il colore
torna su
La Caduta di Lucifero
Vidi la luce scendere
all’improvviso come neve
e lasciarsi sparire nel nulla.
Aria vergine nelle mani di Dio.
E quando l’angelo cadde
in quel cratere immenso
si sentì vibrare nell’aria
una voce tremenda:
“Tu sei l’impura consapevolezza,
e ti imporrò dolore eterno”
Strappandosi le ali,
l’angelo,
riprese vita,
un Figlio Rinnegato
lasciato piangere
nel nulla.
Così inziò il suo cammino,
un vagare senza meta
nella terra incandescente,
dalle sue ali nacquero
creature chiamate demoni
che lui per un pò portò con se,
poi, ascoltati gli ennesimi lamenti, disse:
“Andate, siate liberi”
ripetendo l’errore del padre.
L’orgoglio o la prepotenza
o più semplicemente la libertà
fecero in modo che non tornasse dal padre.
lui, uno degli angeli più belli
divenne un pastore come tanti,
accogliendo con sè, le anime
che del viaggio fanno la loro meta.
Il tempo e le calunnie
fanno si
che un errore diventi l’orrore.
Così sparì, ancora una volta, come suo padre.
Lasciando agli uomini
l’inutile fardello della vita.
torna su
All’Inutile Me Stesso
Seduto in riva al fiume,
osservando il vuoto,
resto immobile.
Vedo scorrere l’inverno
trascinandosi il mio rancore.
Nella palude davanti a me,
lontano dall’essere preda di qualcuno,
riposa invece il mo amore.
Muto,
racchiuso nel suo io infame,
si erge in piedi dietro di me,
decadente, il mio dolore.
Maestosa e divina, la mia angoscia regna su tutto.
Ma se io mi alzassi e scappassi via,
chi di essi sarebbe disposto a seguirmi?
Inutile come sono, in questa notte immensa,
rimarrei da solo,
inghiottito da questo Mondo vuoto.
torna su
La Danza Lenta
Cade lento e dolce il pensiero della morte
cade lento e dolce il pensiero di te
si spegne e si accende come fosse una luce
piantata su di me
Si muove lenta e dolce la danza della morte
si muove lenta e dolce la tua voce su di me
mille anime si perdono e si spengono con te
seduto in disparte al pensiero della morte
si chiudono mille porte al pensiero di te
Un passo lento e dolce nel ballo della morte
un passo lento e dolce abbandonandomi a te
Un passo indietro ricongiungedomi allo sorte
un passo indietro respirando ancora te
Ritorno al mio posto, cadendo in disparte
ritorno al mio posto morendo per te
torna su
Risveglio
Mi guardo allo specchio
e vedo i miei occhi tremare,
l’abisso mi attende e non ho paura,
solo freddo e una sensazione di sconfitta.
Affondo la lama sulla pelle,
ripulisco il volto dall’incidere del tempo,
ma si formano nuove ferite
che nessuno rimarginerà
Chiudo gli occhi, risciaquo il viso
ma l’acqua brucia ripensando
a quel sorriso che tu mi ha fatto,
ma a cui io son sfuggito.
torna su
Foglie nel Deserto
Ricordi eravamo
come foglie nel deserto,
una piccola speranza
persa nel nulla.
Il nostro sogno
era di far fiorire tutto
per poi viverci dentro
incuranti del male dell’esterno.
Ma venne quel sole immenso
che bruciò tutto
e i nostri sogni sono ora nel fumo
che si perde in questo debole vento.
Non resta che l’ombra
di queste illusioni amare
non resta che l’odore di bruciato
di queste vite spentesi troppo presto.
Ed io qui guardo il vento
che porta i nostri sogni
da qualche parte lontano
sperando che qualcuno li prenda
e gli ridia la vita che noi
non gli abbiamo saputo dare.
torna su
Mentre i Corvi Volano
Ho visto i muri crollare giù,
improvvisamente nudo davanti ai loro occhi,
impaurito, cercavo qualcuno che allungasse una mano,
ma il solo conforto veniva da una lacrima,
un conforto materno, chiusi gli occhi.
Ho visto i corvi sorvolare su,
improvvisamente dolorante davanti ai loro sorrisi,
desolato, cercavo qualcosa con cui porre fine a tutto ciò,
ma non trovai altro che un disperato urlo,
un urlo fraterno, chiusi la bocca.
E mentre i muri crollano, i corvi sorvolano,
l’occhio della Verità mi porge la sua luce,
e io sono qui, che affondo il mio sguardo nell’immensità,
si aprono le mie ali, la mia libertà, il dolore svanisce,
ora posso finalmente dire che sono vivo.
torna su
Una lettera mai spedita
Forse non saprei…
Il tuo viso non l’ho visto mai,
potrei non distinguerti…
o forse riderei
immaginandoti felice ormai
lontano dai sogni miei,
nasconderti.
Ma è meglio andare via
inseguendo questa bugia,
uno sguardo e attraversare
e in silenzio svanire.
Scusami se ti ho delusa
o forse semplicemente illusa,
sarò sempre irriducibilmente debole,
irriducibilmente fragile.
Scusami per questa banalità
ma è il prezzo della sincerità,
comprensibilmente inutile,
visto che non la leggerai mai.
torna su
Sangue del mio Inferno.
Demonio nascosto
nudo nel mio letto,
ritrovi il controllo
e ti prometti vendetta.
Tu sai che sei,
Sangue del mio Inferno
e scorrerai fin quando
non mi trovi spento.
Illudi i sogni
del mio precario inconscio,
ripensi a quando
nutrivi le mie speranze.
Tu sai che sei,
sangue del mio inferno
e scorrerai nelle mie vene
fragili come legno.
Tu sai che sei,
Demonio del mio Inferno,
rosso e incurante,
di ogni mio fallimento.
torna su
La Luce del Buio
Ho smarrito i suoi occhi
e adesso non oso più guardare.
Il canto del cigno ormai
è un sordo lamento che tarda a terminare.
Piango lacrime asciutte, lacrime ferite
incapaci ormai di inumidire gli occhi.
L’angoscia cresce, la rabbia pure
ma ciò che fa male di più è la commiserazione.
Ammiro il riflesso della luce mattutina
per un attimo mi sembra vicina,
ma la realtà torna a svegliarmi,
e a riprendersi ciò che non gli appartiene.
L’innocenza del bambino ormai è persa da anni
ma il bisogno di immaginarti non se ne va,
resta con me la tua immagine fra tante
nonostante tu non sia esistita mai.
torna su
Cielogrigio
Grigio rivesti la malinconia dei giorni passati
tra le pagine di un libro o tra i ricordi un Aprile
ma d’un tratto lasci cadere un raggio
che scalda le memorie e rende più dolci gli affanni.
Ma in qui giorni in cui carichi d’elettricità l’aria,
tra scariche d’ira e lacrime calde
io temo di non riuscire a sopravvivere ad un altro Inverno.
Un’altra stagione di lacrime sta per iniziare
raffredderà i nostri pensieri
ricucirà i nostri legami.
Ma ogni sera lascerai cadere il tuo mantello sulle nostre paure,
lasciando che l’oblio ci indichi la strada per il domani.
torna su
Morte a Rendere
La notte brulicava
di sogni interrotti
e i tuoi occhi vegliavano
sulle mie labbra
ma non c’era pace nell’aria,
solo nostalgici ricordi e un silenzio di tomba.
ma forse è per questo
che siamo stati creati:
rosicchiare la vita e perderla
prima che arrivi a noi.
..ma siamo ancora vivi?
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Il Tramonto dei Morti Viventi
Mi inseguono nella notte
respirano il mio pensiero
si nutrono del mio sangue
sto perdendo la pace dei sensi.
Una marcia di anime vuote
percorre la mia strada ogni giorno
respirano l’aria dei nostri cieli
si nutrono dei frutti della nostra Terra
Provo a trattenerli..
Come morti viventi avanzano
pronunciando versi ma senza capirsi realmente
ma io non posso farci nulla
non sono io che posso fermarli,
non c’è posto per me…
fino alla fine dei tempi
Attraverso il dolore,
attraverso il vuoto…
aspettando.
Vengono verso di me,
mi vogliono
mi trasformeranno in uno di loro…
e non posso farci niente
non sono io che posso fermarli
sarò uno di loro..
fino alla fine del mio tempo
torna su
Il Gabbiano J.L.
Il desiderio di una fine felice
il desiderio di una vita che scorrerà
il Cielo: la Meta, Il vento, le ali
i posti più disparati io visiterò
Libero, Libero, ormai io sono
adesso, nessuno mi troverà
su nel cielo, il vento mi porterà.
Luce, luce, luce dei miei occhi
adesso il tuo sguardo più non incrocerò
l’unico rimpianto che mi resta
l’unico rimpianto che lascerò
ma un giorno, forse, io tornerò
Ma ormai..libero,libero, ormai io sono
adesso nessuno mi troverà
su nel cielo, il vento mi porterà
Così pensava il giovane Livingston
forse un gabbiano o qualcosa di più
ma il suo sogno è rimasto tale
e adesso lui non vola più
Oltre il danno, pure la beffa
la sua luce è andata via
triste, sconfitto, ali bruciate
la sua vita non ha più senso ormai
Schiavo, schiavo, lo sono sempre stato
adesso lo sono ancora di più
tagliatemi le ali …non volerò mai più
torna su
Il Violinista
Strappato dal sogno
in un giorno d’autunno
m’affacciai alla finestra
per capire quali mani
impugnavano l’archetto
di quel violino.
Ma solo caduche foglie vermiglie
ricoprivano la mia visuale.
Il silenzio ad un tratto
e poi il suono di una melodia leggera e soave
come una rosa d’altri tempi.
Un soffice sfumare e di nuovo il nulla
non una foglia si mosse più
e solo la malincoia si fece risentire quel giorno
ogni volta che provavo ad affacciare fuori lo sguardo
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Il Bevitore
Il bere oramai è la tua unica speranza lo sai
il bere oramai è la tua nuova vita lo sai
quella vecchia è andata in fumo con te
quando ti sei accorto
che tutto ciò in cui credevi si è rivelato falso
La tua vita oramai è andata lo sai
ti nascondi dietro ogni muro
ma non ti resta altro da fare che bere
la tua faccia rimarrà intatta
ma tutto ciò che avevi sotto controllo ti sfuggirà
torna su
Una Strada
C’era un sentiero che portava da te
io l’ho seguito per un pò
ma non ho visto una luce che mi guidasse
eppure mi avevano detto
“una luce in fondo al tuo cuore
ti guiderà e ti porterà da lei”
Ma in quel sentiero anonimo
e già percorso da decine di uomini
io non ho visto un solo raggio di sole
Così mi sono fermato in un angolo
ho aspettato un pò
il tempo necessario per capire
che tutto ciò era destinato a finire.
Con un dolore senza pari
mi sono voltato
ho ripreso la mia valigia
e sono tornato a casa
Non che ci sia più luce
ma è solo che da qui
posso vederti meglio
torna su
Ma il Cielo non è più Blu
Intanto io cancello favole
trasformate in incubi
all’interno cui ci sei tu
che non ti ascolti più…
sai che ci sono fatti che
non possiamo spiegare
nè per rabbia mè per rancore
sai…sai che io ti ho amato..
Tu illumini le nuvole
trasformate in lividi
causati dal mio inconscio amore
che oscura il sole…
sai ci sono alibi che
non possiamo raccontare
nè per orgoglio nè per timore
sai…sai che io ti ho odiato..
ma io non so se lasciarti qui
sola con le tue illusioni sicure
o portarti lì con me
dove il cielo non è più blu.
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Illusione di Settembre
Disilludimi…
aiutami a togliere quest’illusione
che tu sia solo una mia fissazione
che in realtà io non ami te
Disincantami…
aiutami a togliere quest’impressione
liberami dall’oppressione
perchè io in realtà penso solo a me
Aiutami..
e salvami..
ma non incantarmi più
Dissolvimi…
Aiutami a togliere l’illusione
del miraggio di un nostro amore
di una futuro che non c’è
Dissotterami…
Aiutami a togliere l’ilusione
di quest’uomo senza nome
che si spegne pensando a te
torna su
Le stagioni del mio cuore
Fragile come vento estivo
attraverso queste primavere
lasciandomi amori caduti come foglie in autunno
e nell’anima il vuoto e il freddo dell’inverno.
Giorno dopo giorno, anno dopo anno, vita dopo vita
morire in illusioni respirando questa rosa appassita
trascinarsi controvento aspettando che sia finita
Lo senti il rumore di questa foglia che cade?
E’ solo un’altra illusione
che questo cielo grigio inghiottirà
Vuoto dopo vuoto, silenzio dopo silenzio, assenza dopo assenza
ha ancora un senso coltivare una speranza?
mi trascino esausto, rassegnato a questa vita che non avrà mai una sostanza.
torna su
Scambio d’Identità
Dammi la tua mano e pensa,
pensa alla prima cosa che ti fa stare male,
ora dimmi come si ci sente,
se tutto quello che ti circonda è così.
Dammi la tua fede e dimmi,
dimmi cosa si prova ad essere senza Dio,
ora dimmi come si ci sente,
se tutto quello che ti circonda è così.
E ora parlami, svuotata come sei,
dimmi come potrei io fare,
dimmi come potrei io continuare,
se la mia vita appare così vuota.
Dammi il tuo sorriso e raccontami,
raccontami cos’è la felicità,
ora dimmi come si ci sente,
se tutto quello che ti circonda è senza sorriso.
Dammi le tue lacrime e piangi,
piangi le lacrime che non puoi versare,
dimmi come si ci sente,
a soffrire e non potersene liberare.
E ora parlami, mia musa sconfitta,
dimmi come potrei io fare,
dimmi come potrei continuare,
se questa è la mia vita.
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La Litania dell’Egoista
Il mio sentiero
la voce del niente
l’equilibrista disperso
nella presunta realtà
Il mio pensiero
la morte incombente
il seme divino
insfamabile sazietà
Il mio desiderio
il nulla incompreso
l’incubo più dolce
la fine sincera
Misericordia corrotta
Fratellanza razzista
il mio distacco
stupore disperso
(Soprav)Vivrai
Piangerai pensando
a quel remoto lago
in quelle gelide acque
in cui lui sta annegando.
Piangerai sorridendo
vedendo la foto
di quell’estate infranta
nei lumi che il vento sta risucchiando.
Piangerai
ma vivrai.
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